RUBRICA_ L’Italia e la Francia in cucina_ LES MACARONS
___ di Doris Cutrino
Che gioia andare in giro per le vie di Lecce, ogni volta è sempre un tuffo nella storia.
Visitare la Cattedrale, la Basilica di Santa Croce e le altre meraviglie architettoniche della città, suscita armonia, meraviglia, stupore e altro ancora.
Girando e girovagando, tra un monumento e l’altro mi sono imbattuta in una pasticceria GO-LO-SA!
Tra pasticcini e pasticciotti il mio sguardo è caduto sui macarons, i miei dolci preferiti.
Ce n’erano di tutti i gusti, al cioccolato, al pistacchio, ai lamponi, alla crema, alla vaniglia, ai frutti di bosco, al caffè, al caramello salato, al limone…

Tanti, tanti e tutti buoni.
Tornata a casa sono stata assalita dalla curiosità di conoscere la storia di questi dolcetti che per molti è di origine francese.
Noooo. Proprio no!!!
Ho scoperto che le prime tracce dei macarons sono state rinvenute nei monasteri veneziani del 700 e che il loro nome deriva da “maccarone”, che in dialetto veneziano significava “impasto”.
L’arrivo di queste prelibatezze nel territorio francese lo si deve a Caterina dei Medici, sposata al Duca di Orleans Enrico II di Francia nel 1533; fu lei a commissionarli ad un pasticcere italiano per un importante evento e quindi a diffonderli sul territorio francese.
I macarons del ‘500 erano però biscotti a base di meringa italiana.
La loro ricetta variò nel corso degli anni, da un fornaio all’altro.
Nel 1862, Louis-Ernest Ladurée, insieme alla moglie Jeanne Souchard, iniziò a servirli nella sua pasticceria, trasformata in sala da tè aperta alle donne. I loro macarons, riposti in scatole elaborate e preziose, attiravano l’élite più prestigiosa della movida francese.
I macarons sono diventati così, come oggi li conosciamo, nel 1930 grazie a Pierre Desfontaines, pronipote di Louis-Ernest Ladurée.
Fu sua l’idea di prendere due gusci di macarons e unirli con una deliziosa crema ganache come riempimento.

Da allora, la ricetta di questi pasticcini composti da due meringhe soffici e colorate, che racchiudono un ripieno cremoso, non è più cambiata.
La base per la loro preparazione è composta da ingredienti semplici: albume, farina di mandorle e zucchero a velo, ma la produzione è una vera e propria sfida; per ottenere un risultato soddisfacente servono dedizione, studio e tecniche di produzione insieme ad un’attrezzatura adeguata e molta MOLTA attenzione ai dettagli.
PS Volete sapere dove ho gustato i macarons a Lecce? Sono stata da Andrea, il giovanissimo titolare della pasticceria “4/quarti”, dove tutto è scioglievolezza.
L’etimologia del termine “macarons” deriva dall’italiano dialettale “maccarone” (maccherone), che a sua volta ha radici nel verbo latino “maccare” (schiacciare, ridurre in polvere), riferendosi alla farina di mandorle, ingrediente fondamentale di questi dolcetti, o all’impasto delle mandorle.
Meraviglioso
Che bello leggere di questi dolcetti così raffinati! Ma devo ammettere, la parte più interessante per me è scoprire che la ricetta dei macarons come li conosciamo oggi è del 1930. Sembra quasi che prima ne avessero degli altri! 😄 E poi, la sfida per la produzione… dicono che servano dedizione, studio e tecniche di produzione insieme ad un’attrezzatura adeguata e molta, MOLTA attenzione ai dettagli. Sembra più una missione spaziale che fare un dolce, vero? Comunque, se devo scegliere dove assaggiarli a Lecce, la 4/quarti suona promettente! Forse andrò a vedere se il titolare Andrea ha anche la pazienza di farli.MIM
grazie mille per questo commento 🙂
Mmm, i macarons! Dolci tanto preziosi che per crearli servirebbe un studio universitario e un occhio di falco, eh? La ricetta immutata dal 1930 sembra un record di longevità, più che un dolce! E poi parli di dedizione e attenzione ai dettagli… beh, forse la loro vera sfida è farli arrivare sani e salvi dalla pasticceria alla bocca senza implosione! Comunque, se volete un posto scioglievolezza a Lecce, Andrea al 4/quarti fa al caso vostro.ai watermark remover free
Eccellente articolo! È un vero peccato che i macarons moderni non siano più quelli originali a base di meringa italiana, così tanto più deliziosi! Comunque, lidea di Pierre Desfontaines di unire due guscii con la ganache è stata geniusissima, anche se richiede molta pazienza e attenzioni ai dettagli. E ovviamente, la ricetta finale sembra più complicata di quanto sia in realtà, giusto per farci sentire un po più maestri di pasticceria! Quindi, bravi, ma speriamo che non cambino la ricetta di nuovo!deltarune prophecy ending
Ah, i macarons! Dolcetti sofisticati che sembrano una sfida da capo a coda, da un fornaio allaltro. E poi ci sono le ricette comuni, dove sembra che basti un po di zucchero e mandorle per sembrare magici. Ma la vera magia, mi sembra, sia nelle scatole preziose e nella ganache che unisce due gusci! Sembra quasi un mistero francese, non trovate? E poi letimologia, maccare ovviamente! Che curiosità! Comunque, un bel dolce da gustare, magari a Lecce da Andrea, dove tutto è scioglievolezza.