RECENSIONE_ Breve dialogo sulla felicità
___ di Chiara Sagheddu
A più di un anno dalla scomparsa dell’ex capo di Stato uruguaiano José Mujica, cresce l’attesa per l’uscita di Breve dialogo sulla felicità, che sarà pubblicato da Articoli Liberi e disponibile nelle librerie a partire dal 5 giugno 2026.
Dapprima pubblicato in spagnolo e poi tradotto in portoghese, inglese e italiano, il dialogo, in parte reale e in parte immaginario, è tratto da un’intervista di Franco Malanima a «El Pepe» e si presenta come un manifesto del pensiero del «Presidente più povero del mondo», simbolo di un progetto politico che pone il benessere umano e la felicità collettiva alla base del cambiamento
sociale.
Un anziano floricoltore entra in un bar, crocevia di anime inquiete, per consumare, al solito, una grapamiel e un caffè freddo. Il ragazzo dietro al bancone scorge subito in lui la figura austera di un uomo saggio segnato da una vita amara. Poco importa chi fosse, quali fossero i suoi vizi, le sue angosce, i suoi dubbi:
«Da quando era entrato, il ragazzo dietro al bancone lo aveva interrogato con lo sguardo per
scoprire se, almeno lui, sapesse qualcosa riguardo alla felicità».
L’incessante ricerca di una risposta a questo interrogativo costituisce il leitmotiv dell’opera, alimentando, pagina dopo pagina, il profondo dialogo tra il floricoltore e il giovane barista, affascinato dall’aura enigmatica del suo interlocutore, che sembra essere l’unico, dentro a quel bar, a conoscere la vera ricetta per la felicità.
Il dialogo è il mezzo migliore per intavolare una riflessione sulla natura umana. I due protagonisti nutrono una brillante meditazione sullo scorrere del tempo e sulle fragilità degli uomini, vittime anch’essi di una società che ricerca la propria realizzazione nell’avere, piuttosto che nell’essere.
La critica all’universo consumistico, elemento identificante della politica di Mujica, emerge quale chiave di lettura del dialogo, che si struttura, passo dopo passo, attraverso la narrazione della vita del floricoltore, e che mette l’accento, tra le altre cose, sulla crucialità del tempo e su quanto sia necessario costruire una società dove la felicità è un diritto alla portata di tutti, e non un privilegio riservato a pochi. Ma a passare al setaccio del floricoltore è anche la situazione politica dell’Uruguay, della quale non manca di evidenziare le criticità, attraverso una lucida analisi sulla dittatura degli anni Settanta e sul suo periodo di prigionia.
Breve dialogo sulla felicità affronta con ardore e coraggio una questione centrale per il nostro tempo, restituendo la voce e il pensiero di una delle personalità politiche più influenti degli ultimi decenni. L’opera di Franco Malanima invita il lettore a una riflessione fondamentale sulla libertà e su cosa significhi davvero vivere la propria vita senza tradire sé stessi. Attraverso il dialogo, l’eredità del Pepe si fa verbo e monito per il presente, ricordandoci l’importanza di coltivare un ideale e di impegnarsi, accettando anche il rischio di cadere in errore, nella costante ricerca di una società migliore.