Napoli prende la Bastiglia (per la gola): apre a Parigi l’Antica Pizzeria da Michele
___ di Marta Maurizi
La pizzeria più celebre di Napoli sbarca in Francia: una nuova casa per expat e parigini amanti della tradizione e della qualità, tra convivialità e gusto senza compromessi.
A Parigi, la rentrée comporta quasi un rituale; quest’anno però, per i ritals (“italiani” in argot,il gergo locale) ha un sapore speciale: quello di casa.
All’uscita della metro Bastille, si sente già il profumo della vera pummarola napoletana: “sogno, o son desta?”
Le papille iniziano già a svegliarsi: è una vera e propria epifania gustativa quella che mi aspetta, e non si tratta di un miraggio, poiché l’occasione è eccezionale. Il merito è della nuovissima apertura della prima sede parigina dell’Antica Pizzeria da Michele, vera e propria istituzione partenopea, con una fortissima eredità familiare che si è sviluppata fin dal 1870 e che oggi possiamo trovare nella capitale francese al 19 di Faubourg Saint-Antoine, accolti con grande emozione dall’AD Alessandro Condurro ed il suo staff.

Il taglio del nastro da parte dell’Ambasciatrice d’Italia Emanuela D’Alessandro sancisce l’apertura. Da questo momento, il locale si trasforma nel vero tempio della pizza, che con frenesia sforna una dopo l’altra le incredibili prelibatezze della cucina partenopea più autentica e tradizionale. Pizza rigorosamente a ruota di carro, pizza fritta (quella vera, a forma di mezzaluna e ripiena di ricotta e cicoli), parmigiana, enormi babà, pronti a soddisfare i palati parigini, nel rispetto intransigente della qualità e della provenienza delle materie prime, tutte rigorosamente napoletane.

Con uno spiccato gusto stilistico nelle scelte cromatiche e nel design, lo studio dell’architetto Antonio di Maro assicura il connubio tra eleganza e semplicità, rappresentazione dell’anima napoletana, la quale si sposa perfettamente con la parigina nell’iconico quadro di Place de la Bastille. Ispirandosi infatti alla prima pizzeria storica fondata a Napoli, i dettagli ottanio e le linee pulite incorniciano foto d’epoca della famiglia Condurro e del primo storico locale, a ricordare ancora una volta il valore della tradizione e dell’autenticità. La proposta gastronomica è fedele, ma propone anche rivisitazioni speciali, come una selezione anni ‘90 e piatti da condividere anche all’aperitivo davanti ad uno spritz. Noi, tuttavia, attendiamo trepidanti, esaminando il menù e discutendo sul fatto che i tavoli siano più larghi della media parigina; forse, perché la pizza a ruota di carro è larghissima (ben 35 cm di media), una delle sue peculiarità.

C’è una sorta di torpore che avvolge tutta la stanza quando arriva la prima Margherita fumante, in un momento sospeso. I rappresentanti dell’ambasciata italiana seduti accanto a me hanno il mio stesso sguardo emozionato. Le altissime aspettative saranno persino superate, ed infatti passeremo il resto del pasto impegnati in una vera e propria discussione pedagogica sui capisaldi del locale: l’origine della pizza Marinara, o perché la tipica pizza a ruota di carro che stiamo per assaporare sia differente dalla pizza napoletana che potevamo già trovare a Parigi. Insegneremo agli altri attenti convitati anche che sulla Marinara non c’è il pesce, che l’impasto lievita 24 h, che resta soffice, molto digeribile e che il cornicione è più basso. I veri napoletani spiegheranno cicoli e friarielli. I giornalisti presenti al nostro tavolo ci continueranno a guardare divertiti ed allietati dall’emozione quasi ingiustificata di tre italiani che evocano sapori e ricordi di casa, e scriveranno poi su Le Parisien e Libération che questi rigorosi commensali hanno trovato la gioia semplice di un vero fiordilatte campano.
Il rapporto degli italiani expat con il cibo può essere molto vario, eppure generalmente è un vero trigger, l’innesco della nostalgia, un’arma potente. Di conseguenza, diventiamo i peggiori critici, ma anche i migliori.
Un immancabile caffè conclude l’appuntamento. Usciamo di nuovo sul Faubourg brulicante: Parigi scorre, ma per un secondo sembra Napoli.


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