Da Vinci Magazine – La Cultura italiana in Francia

Cultura: l'urlo degli uomini in faccia al loro destino (A. Camus)

RUBRICA “LE FIL ROUGE”. La pasta o Les pâtes: chi la spunta? Una battaglia linguistica e culinaria

RUBRICA “LE FIL ROUGE”. La pasta o Les pâtes: chi la spunta? Una battaglia linguistica e culinaria

___ di Arianna Pavan

Dopo una lunga discussione l’Unesco ha finalmente proclamato ufficialmente la pasta al pomodoro, il basilico, l’olio e l’insieme delle pratiche alimentari, sociali e culturali che rappresentano la dieta mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

 “La proclamazione della Dieta Mediterranea rappresenta una svolta epocale nel processo di valorizzazione di usi e costumi legati alle diete alimentari dei vari popoli.

Giancarlo Galan, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

Le origini: la lavorazione del grano

Il grano è la materia prima alla base della realizzazione di prodotti alimentari come pasta, pane e pizza. Ciò di cui disponiamo oggi è il frutto dell’evoluzione di specie primitive di cereali, evoluzione prevalentemente dovuta all’intervento dell’uomo, che ne ha comportato l’incrocio con altre specie e la domesticazione.

La lavorazione del grano è una pratica con una storia millenaria, a testimonianza di ciò sono stati rinvenuti resti di pane a Twann, in Svizzera, risalenti al 4000 a.C; altre tracce di “antenati del pane” sono resti risalenti al Neolitico.

L’origine vera e propria della pasta, invece, è ancora discussa dagli storici. Alcuni studi dimostrano che la coltivazione e la successiva lavorazione del grano si praticassero in Cina e in Medio Oriente per poi essere importate in Occidente da popoli nomadi, nel caso della penisola italica arabi, che l’avrebbero ideata come alimento a lunga conservazione congeniale al loro stile di vita.

Dobbiamo, dunque, a questi popoli l’introduzione alla lavorazione del grano. In modo particolare, la pasta fresca sembrerebbe essere stata ideata dal popolo cinese. Ma è la nostra cultura ad aver fatto della raffinazione della farina di grano uno dei tratti distintivi alla base della propria dieta.

On mange des pâtes ce soir?

Mangiamo una pasta stasera?

Tutto il mondo apprezza la pasta, e il popolo francese non fa eccezione. Come sua abitudine, ne ha coniato un vocabolo tradotto nella propria lingua: pâtes. Il sostantivo singolare, pâte, si riferisce invece al concetto di impasto.
In Francia, soprattutto al nord, la pasta viene prevalentemente servita come guarnizione ad un secondo piatto, accanto ad una fetta di carne per esempio, condita con delle salse o con del formaggio.

Non è raro che al centro della tavola venga servita, in un’insalatiera, la pasta scondita per permettere ai commensali di servirsi e guarnirla a piacimento. La salsa, sauce, è un’aggiunta facoltativa e spesso non omogenea, al contrario del concetto di sugo italiano.

Proprio per questo in italiano si parla di mangiare la pasta mentre in francese di manager des pâtes: la concezione d’oltralpe è semplicemente diversa. In Italia un piatto di pasta è visto come un’unità, in Francia come “piccoli pezzi di pasta di semola di grano duro presentati in varie forme” (traduzione della definizione del termine pâtes tratta dal Dizionario LAROUSSE, 2012).

Concludendo, la nostra rete di fil rouge si infittisce ulteriormente raggiungendo la sfera culinaria. Una cosa è certa: la pasta non è semplicemente orgoglio nazionale italiano… La sua storia proviene dalle antichità oltreoceano, e unisce i popoli che l’hanno portata alla luce, abbattendo ogni barriera linguistica e culturale.


“Trenette al pesto” – 2021, regia di Enrico Casarosa

Sitografia e bibliografia

La pasta: Storia e cultura di un cibo universale Françoise Sabban, Silvano Serventi, Edizioni Laterza

PRIMI PIATTI, Lisa Biondi, Istituto Geografico De Agostini

Foto: https://www.colruyt.be/fr/en-cuisine/cotes-dagneau-grillees-aux-pates-meridionales

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